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un giorno, e un altro ancora clinamen senza fine. la mia vita come il profumo per la vecchia battona. Finito di stampare alle 00:38 del 21/11/2009 | link | perchè non commenti (1)? | |
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Tu sei il mio antidoto, tu la mia droga preferita. Un giorno nacqui solo, morirò di te. Finito di stampare alle 23:01 del 23/10/2009 | link | perchè non commenti ? | |
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Salpo per un mare che non ha colore nè vi sono pesci o altre creature ma nebbia e vele spezzate, ed un oleoso nulla. Solo come ieri, bizzarria immutabile. Finito di stampare alle 00:47 del 28/08/2009 | link | perchè non commenti ? | |
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Il verde guidatore, stanco di secoli di strade. Ripone il mezzo con un ultimo depresso mezzo giro di volante, stirandosi le povere vertebre fa qualche largo passo; si ferma a dare un'occhiata al tramonto. Fermo. Il rosso è così intenso che per distogliere gli occhi deve farsi forza. Tra poco si confonderà nella folla, gialla e grigia. Si continuerà a vedere solo il berretto per qualche istante, poi volterà l'angolo. Fu in quell'attimo che il sole sparì dietro alle montagne distanti e brune. Finito di stampare alle 19:52 del 26/08/2009 | link | perchè non commenti ? | |
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futuro, parola oscena - salutarti mentre fuggi e mi inabisso. bersaglio sfocato, squallido puntino rosa finale lineare abraso da una lacrima che qualcuno ha versato - privato anche delle mie dita sono sospeso al filobus che ti allontana__ non è questo l'inizio? nè la fine? Finito di stampare alle 12:00 del 24/06/2009 | link | perchè non commenti ? | |
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Dunque questo mi è rimasto. Penombra e vagare in tondo piangendo lacrime che non possiedo. Questo, di tanti giorni di sole - muri ruvidi e caldi, il cuore in petto fresco come un cielo terso, sapendo dove guardare, dove trovare. Questo? Ancora esito, e mi interrogo invece che affermare, ed attendo e mi consumo, mi struggo, mi rivolto e soppeso, spero, programmo, sogno. Misera natura, la mia. Miserabile perchè non posso disperare. Finito di stampare alle 19:28 del 14/06/2009 | link | perchè non commenti ? | |
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Agli altri posso offrire solo la mia pazzia, e la superba pretesa d'essere un folle, e ancora protervia e vuoto e cattiveria. Curiosamente sono solo.
Finito di stampare alle 00:41 del 04/06/2009 | link | perchè non commenti (1)? | |
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continuo a vivere solo perchè ho la folle sensazione di possedere una persona per sempre. muoio ogni volta che non la posso toccare Finito di stampare alle 18:10 del 19/05/2009 | link | perchè non commenti (1)? | |
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sento di nuovo scivolare la nera notte e gialla frasi pianti mormorii solitudine pietrosa l'antico demone torna a ghignare, ma ora ha più forza perchè io sono più debole e solo non ho lanterne, non c'è l'eco in questa caverna, non ha fondo nè arcobaleni nè pozzanghere solo il mio passo, il mio cuore sordo e gonfio, ovattato come l'alba grigia di neve. So che avanzo solo perchè invecchio, ed ogni passo è più faticoso e lento, ogni giorno perdo qualcosa e qualcosa capisco. Solo dai sogni, vecchi, infranti, opachi e butterati non imparo nulla. Stanotte cosa sarà di me? Come posso continuare? Altri cambiano maschera per nascondersi dalla luce del palco; io mi getto ogni ora come un vecchio sacchetto di plastica, lascio vagare i sentimenti troppo liberamente, non pongo alcun freno al mio malessere, alle mie passioni, anzi le creo, non per distruggerle, ma infine è ciò che accade. E trascino con me tutti voi, o ci provo, come se dal mio male ne cavassi qualcosa. Non sono buono, non sono positivo, non miglioro chi sta con me. So solo ridere della vita, ma la vita non ha senso dell'umorismo. Non sono intelligente, non sono un modello, non ho nemmeno una morale. Mi trascino qua e là come una formica alata morente, già con le ali morte. Ho rovinato una cosa bella, e non so ancora perchè. Posso convincermi che andava fatto, ed anzi forse me ne sono già convinto. Ma ora è morta. E mi accanisco su di lei. Finito di stampare alle 00:13 del 15/05/2009 | link | perchè non commenti ? | |
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spegnetevi, stelle in cielo. non posso essere amato nonostante tutto. io chi sono? scopro ora che non so e so troppo bene che futuro mi attende. non è una poesia questa, ed io non sono un poeta. E' vita; è il male. E' già sera, ed io sono solo, solo, solo, solo. Ma non è nemmeno questo; è il sapere che giaccio nella fossa che le mie mani hanno scavato con la vanga dell'ipocrisia. E che ora goda della mia fine, Cassandra di me stesso, storpio della realtà. Finito di stampare alle 22:51 del 11/04/2009 | link | perchè non commenti ? | |
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accogli il mio urlo, terra. scruta le mie viscere - che si contorcono nell'ansia trattenendo la solitudine. posa il mio ventre sul tuo, silenzioso polveroso e non permettermi di non essere umano Finito di stampare alle 00:11 del 05/04/2009 | link | perchè non commenti ? | |
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Sopporto tutto questo - ma non ne ho motivo. E' un capriccio. Un capriccio molto noioso, grigio, putrido e nauseante. E peggiora, di ora in ora, di giorno in giorno, mese dopo mese, anno dopo anno; mi concedo solo pause più lunghe, ammiro ciò che è bello come se lo vedessi solo io, in maniera unica e particolare - pongo in me il fine. Tuttavia so bene che brevi piaceri come questo sono falsi e fuorvianti. Sono capricci, che mi regalo come si regala una bicicletta ad un bimbo agonizzante. Nel senso, non è necessario prendere anche una pompa per gonfiare le ruote. E così sono io, così i miei vizi, così i miei piaceri.
Finito di stampare alle 18:17 del 23/09/2008 | link | perchè non commenti ? | |
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lo vedete anche voi, vero? questo enorme mostro rosso che ingoia la nostra vita. questo golem che ci annienta, che ci schiaccia al suolo e ci annega di sabbia - il capo a terra annaspo e piango lacrime stinte ho visto cadere angeli ho visto morire il demonio (salgo le scale ma - non vedo i gradini) cadere non è ancora sufficiente - la morte non è ancora sufficiente, rosso il tramonto mi indica la via - cupamente mi rallegro di vane sonorità - sordo e cieco e lampeggiante. Finito di stampare alle 23:28 del 18/06/2008 | link | perchè non commenti ? | |
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Giacobbe aveva appena inziato a potare il suo bonsai quando sentì una voce giungere dal cielo. Solo troppo tardi si accorse che le parole che questa voce aveva detto erano "Cadeee!!". Jona stava cagando come ogni mattina, quando all'improvviso sentì la terra tremare. Sfortunatamente non se ne accorse, c'è però da considerare l'eccezionalità del fatto, che lo classifica come primo ucciso da un vulcano in piena formazione. Rebecca stava innaffiando le sue azalee, quando un presentimento la fece guardare in alto. Commise tre errori grossolani: primo: era cieca, secondo stava innaffiando sul raccordo di un'autostrada. Terzo, il rumore non veniva dall'alto, ma da davanti. Sulla sua tomba, come aveva prescritto lei stessa, sono state piantate "due azalee rosse come il cielo". Frederico stava dormendo sulla sua comoda amaca, quando un colpo di vento fece cadere una delle due palme a cui era attaccato il comodo giaciglio. Nel contraccolpo fu scaraventato a duemilacinquecento metri d'altezza. Numerio si era appena lanciato dall'aeroplano per effettuare il solito lancio col paracadute, quando all'improvviso si scontrò con Frederico dormiente. L'impatto fu tremendo, ed un'altra persona rimase uccisa dai corpi caduti su di un bonsai. Ametista stava provando il suo vestito nuovo quando si rese conto di essere nuda nel Bronx. I brandelli del suo corpo furono ritrovati anni dopo in un mercatino delle pulci dell'Alta Val di Sesia. Abramo stava prelevando da bancomat quando si rese conto che in realtà stava cadendo dalll'ottantacinquesimo piano di un palazzo di una città che conosceva. Miracolosamente si salvò. Non era stata una bella giornata per Elia: il suo bonsai era morto, le sue azalee erano morte, e un ingorgo gli aveva fatto perdere il consueto lancio col paracadute del giovedì. Come sovrapprezzo quella stessa mattina era morto, schiacciato da un'enorme impastatrice arrivatagli per posta. Decisamente, non era stata una bella giornata per Elia, ma si consolava pensando che peggio di così non sarebbe potuta andare. Mai più. Lucilla aveva appena parcheggiato la macchina in autostrada perchè sentiva un sibilo strano. Chi avrebbe mai potuto immaginare che un enorme ippopotamo stesse per caderle sulla testa? Giuseppe aveva parcheggiato lontano da casa quella sera; la pioggia che era caduta battente in quei giorni gli aveva infradiciato le stringhe delle scarpe, e si fermò a legarle più strettamente. Gli fu fatale quel lontano giorno in cui aveva deciso di non prendere lezioni sui nodi. Autoincaprettatosi, affogò in una pozzanghera di sei centimetri. Abramo il giorno dopo scoprì di avere un tumore alle ovaie.
Finito di stampare alle 20:34 del 15/06/2008 | link | perchè non commenti (1)? | |
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Quando ogni notte è un festino per se stessi è difficile crescere. E i giorni - come la neve Finito di stampare alle 01:47 del 31/10/2007 | link | perchè non commenti ? | |